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giovedì 30 maggio 2013

Unico 2013 verso la proroga

Ore decisive per la proroga dei versamenti di Unico. L'ipotesi su cui si sta lavorando è uno spostamento delle scadenze all'8 luglio senza maggiorazione e al 20 agosto con lo 0,40% in più per i circa 3,5 milioni di contribuenti (imprenditori, autonomi e società) soggetti a studi di settore. Salvo ripensamenti dell'ultima ora, la decisione del posticipo rispetto al termine attuale del 17 giugno potrebbe essere ufficializzata già oggi in commissione Finanze della Camera all'interrogazione presentata da Maurizio Bernardo (Pdl). Mentre al momento non sembra esserci alcun margine per spostare in avanti i versamenti per l'acconto Imu in scadenza sempre il 17 giugno.
La proroga su Unico dovrebbe, quindi, ricalcare grosso modo quella già concessa lo scorso anno: si andrebbe alla cassa fino all'8 luglio senza maggiorazione e dal 9 luglio al 20 agosto con lo 0,40% aggiuntivo. Il differimento andrebbe incontro alle richieste arrivate dalle associazioni di categoria e dai professionisti nel corso delle ultime settimane. Non a caso l'interrogazione di Bernardo prende le mossa proprio dall'appello al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, da parte dell'Ordine dei commercialisti di Roma e condiviso da altri 62 Ordini (si veda Il Sole 24 Ore del 25 maggio). Un appello che sottolineava il ritardo nel rilascio della versione definitiva del software Gerico per i contribuenti soggetti a studi di settore e l'incrocio "pericoloso" con l'acconto Imu che - nonostante la sospensione sulla prima casa in attesa del restyling complessivo della tassazione sugli immobili - riguarda comunque quasi 30 milioni di immobili.
Va ricordato che la risposta fornita mercoledì scorso all'interrogazione presentata dal vicepresidente della commissione Finanze della Camera, Enrico Zanetti, aveva escluso uno slittamento per gli studi di settore perché l'iter di definizione di tutta la procedura fosse a buon punto. Negli ultimi giorni l'agenzia delle Entrate ha accelerato sul fronte degli strumenti necessari per il calcolo delle imposte dovute. Lunedì, infatti, è stata pubblicata la release definitiva del programma per determinare gli importi dell'autotassazione insieme ai 205 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti che sono parte integrante di Unico 2013. Il pressing della politica starebbe convincendo l'amministrazione finanziaria (nonostante le smentite su una proroga arrivate anche ieri) della difficoltà di gestire due scadenze ravvicinate come l'Imu e il prelievo sui redditi dello scorso anno (Irpef o Ires ma anche Irap), di fronte al quale commercialisti, altri professionisti abilitati e Caf sarebbero chiamati a un vero e proprio tour de force nelle prossime due settimane.
Del resto, anche sul 730 la scelta è stata quella di optare per un differimento, motivato proprio dall'Imu. Il Dpcm anticipato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore è stato firmato dal ministro dell'Economia ed è andato alla firma del presidente del Consiglio, Enrico Letta. La pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» è attesa per oggi anche in vista della scadenza per la consegna della dichiarazione ai Caf entro domani, venerdì 31 maggio. L'ufficializzazione porterà a lunedì 10 giugno il termine ultimo per affidare il modello nelle mani dei centri di assistenza fiscale e dei professionisti abilitati, che poi dovranno consegnare entro il 24 giugno la copia della dichiarazione dei redditi elaborata e il prospetto di liquidazione al contribuente ed entro l'8 luglio dovranno inviarla alle Entrate. Anche in questa circostanza sono state le difficoltà emerse prima con le incertezze e poi con le novità introdotte dal Dl 54/2013 sull'Imu a richiedere un intervento per i tempi supplementari. In particolare la consulta dei Caf aveva lanciato l'allarme su circa 100mila dichiarazioni di lavoratori dipendenti e pensionati da rifare dopo il congelamento dell'Imu sull'abitazione principale e le relative pertinenze (con l'esclusione naturalmente degli immobili di pregio). Si tratta dei casi in cui i contribuenti interessati avevano scelto di destinare il credito Irpef che emergeva dal 730 per abbattere l'imposta sulla prima casa e che, senza proroga, avrebbero richiesto la presentazione di una dichiarazione integrativa entro il 25 ottobre. La proroga sul 730 e quella che potrebbe maturare sui versamenti dei contribuenti soggetti a studi di settore finisce con il rendere molto difficile se non impossibile lo slittamento per l'Imu, anche alla luce dell'impatto negativo di un eventuale differimento per la tenuta dei bilanci degli enti locali. Bilanci su cui proprio ieri l'Anci ha chiesto una proroga per l'approvazione (si veda a pagina 20).
Marco Mobili
Giovanni Parente
(Fonte Sole24Ore del 30/05/2013)

domenica 12 dicembre 2010

Disciplina degli omaggi per i professionisti

Ogni anno, con l'arrivo delle festività natalizie, è frequente che i professionisti acquistino beni per cederli a titolo di omaggio a clienti e collaboratori.
Ai fini del reddito di lavoro autonomo, occorre distinguere il trattamento fiscale dei suddetti beni sulla base del soggetto destinatario dell'omaggio.
Per quanto riguarda gli omaggi destinati ai clienti del professionista, il TUIR, stabilisce che sono comprese tra le spese di rappresentanza quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di beni destinati ad essere ceduti a titolo gratuito, comunemente noti come “omaggi”. Come chiarito dalla circ. Agenzia delle Entrate 13 luglio 2009 n. 34, le disposizioni relative alla qualificazione delle spese di rappresentanza previste in sede di determinazione del reddito d’impresa (art. 108 comma 2 del TUIR e DM 19 novembre 2008) rilevano anche ai fini del reddito di lavoro autonomo, ovviamente fermi restando i diversi limiti di deducibilità previsti dall’art. 54 comma 5 del TUIR.
Diversamente da quanto previsto nell’ambito del reddito d’impresa, le spese relative ai beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a 50 euro non sono integralmente deducibili, ma concorrono a formare il plafond delle spese di rappresentanza deducibili nell’esercizio. Infatti il comma 5 dell'art.54 del TUIR dice espressamente che "il costo dei beni oggetto di cessione gratuita o omaggio alla clientela è deducibile dal reddito del professionista, a titolo di spesa di rappresentanza, nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta".
Si riporta un esempio al fine di chiarire meglio quanto sopra scritto: si supponga che l’ammontare dei compensi di un professionista, nel periodo d’imposta 2010, sia pari a 100.000 euro e che le spese di rappresentanza ammontino a 1.200 euro, di cui 250 per beni di costo inferiore a 50 euro. Ai fini della deducibilità dal reddito si avrà che:
- le spese per omaggi di valore unitario inferiore a 50 euro, pari a 250 concorrono a formare il plafond di deducibilità dei compensi;
- le spese di rappresentanza sono deducibili soltanto fino a 1.000 euro (1% di 100.000,00 = 1.000,00);
- l’ammontare delle spese di rappresentanza indeducibile è pari a 200 euro.
In ordine invece agli omaggi destinati ai dipendenti e/o collaboratori del professionista, in assenza di una specifica disciplina, si ritiene che il relativo costo sia deducibile in misura integrale, ai sensi dell’art. 54 comma 1 del TUIR.

giovedì 24 giugno 2010

Il terzismo dei commercialisti


In un articolo su Style Magazine, il mensile del Corriere della Sera, Dario Di Vico commenta in questo modo la campagna pubblicitaria voluta dal Consiglio nazionale

La nuova campagna pubblicitaria dei commercialisti italiani continua a far discutere. E del resto leggere a piena pagina che una professione o una categoria sostiene che «è tempo di pensare meno ai nostri diritti e più ai nostri doveri» non capita certo di sovente. In passato altri Ordini erano ricorsi all'advertising ma quasi sempre di rimando o in mera chiave rivendicativa. Per difendersi dalle critiche, per litigare con la politica o al massimo per illustrare le proprie competenze. I commercialisti, invece, hanno deciso di parlare un'altra lingua e si sono innanzitutto auto-definiti come «utili al Paese». L'operazione è dunque ambiziosa e tenta di ridisegnare la figura di una professione largamente diffusa e diventata un punto di incrocio tra singoli cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Il commercialista conosce forse meglio di molti altri l'andamento dell'economia reale, possiede informazioni sui patrimoni personali dei clienti e ovviamente sa quali sono le esigenze improrogabili delle controparti pubbliche.

La campagna pubblicitaria si è snodata lungo due tappe e con dieci diversi messaggi, tutti tesi a sottolineare un processo di assunzione di responsabilità. I commercialisti come riserva di classe dirigente, «possiamo cambiare le cose perché siamo professionisti; vogliamo cambiarle perché siamo cittadini». E’ evidente che la ricaduta di questo nuovo posizionamento interessa in primo luogo la delicata materia tributaria. Il presidente Claudio Siciliotti sostiene una tesi scomoda: occorre rompere il patto perverso che ha visto lo Stato chiudere un occhio nei confronti della infedeltà fiscale dei lavoratori autonomi e chiuderne due nei confronti dei dipendenti della pubblica amministrazione (ai quali non si richiedevano standard di produttività e raggiungimento di obiettivi). Per cambiar passo e costruire un patto sociale degno di uno Stato moderno ed efficiente, Siciliotti non si limita ad auspicare riforme più o meno praticabili («dire che oggi in Italia molte cose andrebbero cambiate è un'affermazione talmente ovvia da risultare superflua»), ma «offre» la collaborazione dei commercialisti che si vanno così a collocare in una posizione terza tra fisco e contribuenti.

La novità è più che considerevole (forse addirittura traumatica) e si corre, infarti, il rischio che non sia accettata dai clienti, abituati da sempre a considerare il proprio commercialista come un complice più che un consulente. E’ come se il medico della mutua si rifiutasse di prescrivere gratuitamente le medicine, hanno obiettato alcuni contribuenti commentando la campagna pubblicitaria sui blog specializzati.

E’ evidente che siamo solo alle prime battute di un confronto inaspettato e i commercialisti sembrano avere tutte le intenzioni di non mollare. Chiedono di diventare certificatori della veridicità delle dichiarazioni dei redditi e promettono di non farsi condizionare dalla paura di perdere il cliente. Tanto di cappello.

Link: http://www.cndcec.it/Portal/News/NewsDetail.aspx?id=a2493ff2-a8c2-4514-9f16-8262090b44f5

domenica 13 giugno 2010

Versamento delle imposte risultanti dal Modello UNICO 2010 - Contribuenti soggetti agli studi di settore - Proroga dei termini di versamento


In data 10.6.2010 è stata predisposta la bozza di DPCM che proroga i termini per i versamenti derivanti dalle dichiarazioni dei redditi e IRAP, in relazione ai contribuenti soggetti agli studi di settore. Lo schema di provvedimento è attualmente alla firma del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Contribuenti interessati
La proroga interessa i contribuenti che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
- esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore;
- dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascuno studio di settore, dal relativo decreto di approvazione.
Sono ricompresi nella proroga (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 6.7.2007 n. 41, § 4, con riferimento all'analogo differimento disposto dal DPCM 14.6.2007) i soggetti per i quali operano cause di:
- esclusione dagli studi di settore, diverse da quella rappresentata dall'ammontare di ricavi o compensi;
- inapplicabilità degli studi stessi.
Non possono invece beneficiare della proroga i contribuenti:
- per i quali trovano applicazione i parametri;
- che applicano il regime dei minimi.
Soci di società e associazioni "trasparenti"
La proroga in esame interessa anche i soggetti che:
- partecipano a società, associazioni e imprese che presentano i suddetti requisiti;
- devono dichiarare redditi "per trasparenza", ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR.
Pertanto, possono beneficiare del maggior termine di versamento anche:
- i soci di società di persone;
- i collaboratori di imprese familiari;
- i coniugi che gestiscono aziende coniugali;
- i componenti di associazioni tra artisti o professionisti (es. professionisti con studio associato);
- i soci di società di capitali "trasparenti".
Nuovi termini di versamento
Nei confronti dei suddetti soggetti che possono beneficiare della proroga, i versamenti in scadenza il 16.6.2010 sono effettuati:
- entro il 6.7.2010, senza alcuna maggiorazione;
- dal 7.7.2010 al 5.8.2010, con la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo.
Per i contribuenti non coinvolti dagli studi di settore, rimangono fermi i termini ordinari:
- del 16.6.2010, senza maggiorazione di interessi;
- ovvero del 16.7.2010, con la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo.
Versamenti prorogati
Oltre ai versamenti delle imposte sui redditi (IRPEF o IRES), delle relative addizionali e dell'IRAP, la proroga si applica anche agli altri versamenti che devono essere effettuati negli stessi termini delle imposte dirette.
Si tratta, ad esempio, dei versamenti relativi:
- ad imposte sostitutive (es. capital gain);
- al saldo IVA dei contribuenti che presentano la dichiarazione unificata (con le previste maggiorazioni dal 16.3.2010);
- al diritto annuale di iscrizione nel Registro delle imprese;
- al saldo e al primo acconto dei contributi INPS dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle relative Gestioni separate.
Rateizzazione
In caso di opzione per la rateizzazione:
- la prima rata scade entro il termine prorogato;
- le rate successive alla prima devono invece essere versate entro i termini ordinari (giorno 16 di ciascun mese, per i soggetti titolari di partita IVA, e fine di ciascun mese, per gli altri contribuenti), anche se scadono nello stesso mese della prima rata.
Proroga del termine di trasmissione telematica dei modelli 730/2010
Viene altresì prorogato dal 30.6.2010 al 12.7.2010 il termine per la trasmissione telematica all'Agenzia delle Entrate dei modelli 730/2010, da parte dei:
- professionisti abilitati a prestare assistenza fiscale (dottori commercialisti, esperti contabili e consulenti del lavoro);
- CAF-dipendenti.
Tuttavia, la suddetta proroga si applica a condizione che la trasmissione telematica dei modelli 730/2010 non debba comprendere anche la comunicazione telematica del risultato contabile ai fini dell'effettuazione dei conguagli in capo al contribuente che ha presentato il modello 730, cioè i modelli 730-4 da inviare ai sostituti d'imposta che sono stati inseriti nell'apposito elenco dell'Agenzia delle Entrate, in seguito alla comunicazione effettuata entro il 31.3.2010. In tale caso, infatti, rimane ferma l'ordinaria scadenza del 30.6.2010.

Approfondimenti: - art.17 DPR 7.12.2002 n.435 - Il sole 24 Ore del 11.06.2010, pag.31 "Per Unico proroga da 7,1 miliardi"(Criscione)